sabato 8 gennaio 2011

Chi osserva non sa

Isotta Fiorenzi Chi osserva non sa, 2006-2010
home made book, osimo 2010

Ritratto dell'artista da giovane

Varie anche le chiavi dell'analisi
prima che la cosmesi fabulatoria
le agghindi [Franco Cordero]

Si legge la poesia nei modi delle lingue che evoca, per questo funziona questa scrittura che riporta alla capacità di generarsi allo stato nascente dell'elemento neo-nato, l’Ossigeno singoletto (O-). Ciò che rende l'esistenza una cosa pazza, umiliata, offesa nella sua parte più istintuale e creativa, viene reciso alla radice dal poeta che si cura del mondo, di fronte a cui si pone e con cui si combina: la sua valenza negativa attira e riduce il male che lo prende, spazza e disbriga la casa che abita, fa piazza pulita e guarisce l'adepto prediletto d'Ippocrate.

Il canto, dunque, e siamo dentro “Appena / appena scesero i primi / cuscini bianchi / quell'inverno addormentato” e poi, o subito o prima? l'invocazione “Annettimi per le mie orecchie /Annettimi per le mie squame”, ed infine l'incipit “Ho perso il mio tesoro / per ritrovar me stesso” ci guidano nel turbine, al turbamento; e la grazia che non chiediamo l'accogliamo come ci fosse favorevole se viene ed è subito “Catastrofe / donandoti il surreale // Catastrofe / tra l'osare e il rischiare // Catastrofe /cantando il dolore. //Catastrofe / l'amore.” e Oceano “Tuffati con me, / nell'enfasi che ci avvolge / in un abbraccio.” .

Ogni cosa è nuova in poesia, non c'è metafora dell'esistenza nei versi, ogni corpo poetico ne genera solo un'altro interno, lieve “Un piccolo sbadiglio / è stato il risveglio delle fatine / da un lungo silenzioso sonno.” Così procede in poesia lo sfondamento del senso comune “Il miraggio che ti inganna / ti fa credere una reale finzione / ti spinge ad andare avanti / senza alcuna interruzione. /” che altrove la somiglianza garantisce: qui la metonimìa ara a fondo il campo e semina tempesta, agita gli animi, e li riporta al centro.
Se non fosse così, se fosse altrimenti, come sarebbe dato ad una ragazza del luogo di dominare il codice di Giacomo, lo stesso, che non ha sperimentato altrimenti se non con strani spostamenti di lettere all'interno delle parole e con voce flebile e insicura? A ben vedere non c'è mistero, non c'è senso bastante, che faccia della poesia la cose utile che ci serve e non invece la cosa gratuita di sempre.

Ed è la solitudine
che più ci colpisce
che più ci fa paura

ed è sempre tutto uguale
niente viene colto
tutto viene implorato.

Giulietta non è mai scesa dal balcone per venire tra il pubblico ed Isotta anch'essa osserva, appunto, e non sa. E' il dasèin che soccorre l'età, le fa forza.

Il buio è così cieco, così sordo.
Così sordo che neanche il silenzio riesce a sentire.
Così cieco che neanche riesce a vedere
la sua oscurità.

Così fragile inquieta.

Prendiamo altri versi, il selected poem del caso, che se abbassa il tono e prende forza! 
 
A catinelle lei scende
senza ombra
senza maschera
ma con il vento
addosso
e il pensiero

di quel pizzico emotivo.

E' brava la ragazza, continuando a leggere la porto con me, un vademecum nei suoi stessi testi, un poeta quindi. Non le chiederò altro, oltre questa realtà insensata dei ritmi e delle combinazioni negli incontri

Persuase con l'oro
e abbandonò quella realtà.
Introdusse la somiglianza
e confuse la nostra realtà.

E la felicità del canto, sempre 

 
Sulle mie labbra
la tua brezza

sul mio viso
solo il tuo vento.




Il libro, nota all'edizione. Alla collega editor (& mamma eponima) il mio oooh! Per la mirabile capacità di mettere assieme in autonomia, la gestualità segnante e fraterna di Oliviero, l' illuminante buttafuori nonna Ada all'imbarco (reader optima), gli stessi supporti dell'autrice, e l'incoraggiante pater inter pares (eh) sullo sfondo.