lunedì 14 marzo 2022

piedi di fichi

👩 mele 'i fiche (dintr'a'robba cci su' deci ped 'i ficu)

 

Due o tre cose di me

 

"A PALINSESTO"¹💯 [ROOTIERS PROJECT]

 perchè pensiamo ad un attore mobile? 

Un "vecchio" architetto agli studenti sul come lavorare: la manualità, ma al momento giusto muovere i piedi.

E anche il poeta, Gottfried Benn, per cui "../ è frutto di un uomo seduto a tavolino / quel che l'uomo chiama Occidente / ..".

Ed inoltre l'ing. Sony, il walkmann.

Tutto questo ed altro per dire che la mobilità è la vera marca dell'individualizzazione - anche se ancora non è automaticamente il protagonismo dell'individuo performativo antropomorfo.

Queste le premesse. Lo stato dell'arte contempla attualmente la telefonia mobile digitale, i displays da toccare, le tecnologie linguistiche multicanale multimediali.

A noi interessa ripercorrere avanti e indietro le forme espressive, anche quelle appena storicizzate, per cui la pratica della testualità pura del giovin marcus e della telematica delle origini (il formato txt) può essere un mezzo per gestire proprio la multimedialità multicanale dei nuovissimi media mobili. Il "testo solo" o solo-testo può essere a colpo d'occhio la migliore interfaccia che la poesia scritta ci suggerisce per poi cliccare sulla voce, sulle immagini in movimento ed il resto.

🗣

¹due tre cose che so di me

IL PASSEGGIATORE

Lo specialismo ed il confezionamento esasperato, certo, sono ben dentro questa società, ma ciò non implica che ne siano il fine, nè tanto meno il mezzo necessario: anzi, sono le forme tipiche della prima società complessa, ma ora possono e devono essere proprio le wrong way della società digitale che ci libera dall'omologazione e dal conformismo scolastico dilagante ben fuori degli edifici scolastici e delle istituzioni.

Mai prima d'ora, prima del digitale, era stato possibile pensare concretamente ad un mondo che ci rassomigli, unici tra altri unici come noi, e diversi insieme.

domenica 13 marzo 2022

Contatto

 Quando avevo intensità  e capacità  di sintesi praticavo l'autospiazzamento; ora che non sono efficace potrei dire uno o due cose che so di me, e invece 



Al lupo al lupa

 Anche se azzannato il lupo col tempo non dimentica ma deve ritrovare la lupa - è  un altro giro eh 

La lupa al Campidoglio scalinata longa longa







La lupa s'allupa coi versi

 

Chi mette la mosca per esca
dimostra che losca è la pesca:
se infatti la lasca ci casca
c’è caso che a sera finisca
non lasca ma labile lisca.
 
(Toti Scialoja)

A piazza del popolo accarezza il lupo come un agnello, in trasmissione il "pezzo" per il tutto, alla consolle sotto la Tarpea la lupa trova l'agnello, al Palazzo prende il capretto al capro, etc. - si paga sempre dopo, tanto l'offerta è garantita dal farsi essi stessi esca

Manuale ] telecamere

 La telecamerona alla Fiera Multimedia che in luce-ambiente "illumina" l'angolo scuro dello studio simulato 



sabato 12 marzo 2022

anni 80

 


#] 1980-02-08modo

#rivendico il modo del mio intervento nel congresso...[..]

#] 1980-04-25/27medici

#mostre sui medici, firenze

#] 1980-07-23eros

#eros e priapo di patrizia de clara, passeggiata archeologica

#] 1980-12-13shaw

#teatro sabato antefatto ottantuno

#] 1982-02-22comico

#teatro orologio, il comico in poesia

#] 1983-02-04bassani

#registrazione audio poesia al prado radio blu giorgio bassani

#] 1983-02-21lamazzeranga

#mattino, goethe a san saba, sera teatro aurora/lavatoio contumaciale [la mazzeranga o la ballerina]

#] 1983-05-02firenze

#la casa ospite semicircolare costruita sull'impianto romano [lui massacra io converso...caffe' voltaire]

#]1984-01-02reading

#vic20commodore, reading pagliaccio, d'atri dammi una mano...

#] 1984-03-05cuccagna

#macchine e combines di poesia...[l'albero della cuccagna, teatro del politecnico]

#] 1984-03-16catasabato

#matteo, piazza dell'emporio

#] 1984-11-22wordgames

#

#] 1985-01-29metrica

amelia rosselli, poeti in video, la tana della volpe

#] 1985-03-24rossodisera

siena, pressing, trigonometrico

#] 1885-04-16labocca

#la bocca sollevo' dal fiero pasto..via dei fori imperiali [poesia e carcere, con vito riviello, la tana della volpe]

#] 1985-04-06televiva

#digiunare sull'erba, lunedi' di pasquetta

#] 1985-05-21/24campana

#sala borromini carmelo bene dino campana storia del teatro la sapienza


#] 1986-02-23moloise

#via ludovico, omaggio a moloise, videoR

#] 1986-04-12/13feniglia

#lola, per vivere mi butto il passato alle spalle e vado avanti...porto ercole [video ambiente ricercatori studio uccelli, tombolo della feniglia]

#]

Studi

 Tridente ai Castelli, A Castiglioncello, Al Giardino Botanico 1e2, Alla Casa Rossa 1e2, A Campo de' Fiori


95

come si scrive? da il piacere del txt, 91
cerchiamo di capire: "come si scrive è cosa si scrive", se dici stronzate pallosissime non impari in ogni caso! >> sono dunque editor dello scrivere bene perchè penso a cosa si scrive..
1. internetscene 2. sentiinternet 3. [quel Bill Gates Cancelli con windows 95 fece una barca di soldi con "Tu pensa a cosa vuoi scrivere, che a come scriverlo ci pensiamo noi", capito?. ] (nota. ma prende forma quando come lo scrivo: io tu noi non riusciamo a scrivere se la cosa non prende forma nella nostra testa emergendo dal caos che preme alle frontiere della nostra giornata, e l'editing magari scrivendo a mano libera lo vede sullo schermo sulla pagina sul.. )

 

]94] autunno, un'arancia a sibari

un viaggio si può iscrivere a frasi ellittiche (Ieri, mangiata un'arancia a Sibari), perche lo stile telegrafico perfettamente santificato dalla «naturalezza» del genere " 💢 estate-autunno











: : 3+3 tre anni+3 anni

venerdì 11 marzo 2022

A PALINSESTO

 F.a.q. simile📷 Con l'esplosione delle tecnoscienze, anche se con una rilevante espansione di tutti gli altri ambiti della conoscenza umana, la specializzazione diventa una strada obbligata, ripida, ostica, ardua - insomma non riesco a trovare termini bastanti per definire lo sgomento che assale chi solo lontanamente si rende conto del problema che si pone: una dittatura sottesa, incombente ma nascosta, della razionalità esasperata del 'metodo scientifico' che rompe i suoi argini naturali e deborda irresistibile in ogni campo.  Ho visto filosofi, e cultori della materia, validare le proprie teorie * scientificamente*, sic; studi letterari impostati con idee e metodi *obiettivi* e conclusi statisticamente;  e via così. 


🧐.

 perchè pensiamo ad un attore mobile? 


Un "vecchio" architetto agli studenti sul come lavorare: la manualità, ma al momento giusto muovere i piedi.

E anche il poeta, Gottfried Benn, per cui "../ è frutto di un uomo seduto a tavolino / quel che l'uomo chiama Occidente / ..".

Ed inoltre l'ing. Sony, il walkmann.

Tutto questo ed altro per dire che la mobilità è la vera marca dell'individualizzazione - anche se ancora non è automaticamente il protagonismo dell'individuo performativo antropomorfo.


Queste le premesse. Lo stato dell'arte contempla attualmente la telefonia mobile digitale, i displays da toccare, le tecnologie linguistiche multicanale multimediali.


A noi interessa ripercorrere avanti e indietro le forme espressive, anche quelle appena storicizzate, per cui la pratica della testualità pura del giovin marcus e della telematica delle origini (il formato txt) può essere un mezzo per gestire proprio la multimedialità multicanale dei nuovissimi media mobili. Il "testo solo" o solo-testo può essere a colpo d'occhio la migliore interfaccia che la poesia scritta ci suggerisce per poi cliccare sulla voce, sulle immagini in movimento ed il resto.

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¹due tre cose che so di me

IL PASSEGGIATORE

Lo specialismo ed il confezionamento esasperato, certo, sono ben dentro questa società, ma ciò non implica che ne siano il fine, nè tanto meno il mezzo necessario: anzi, sono le forme tipiche della prima società complessa, ma ora possono e devono essere proprio le wrong way della società digitale che ci libera dall'omologazione e dal conformismo scolastico dilagante ben fuori degli edifici scolastici e delle istituzioni.

Mai prima d'ora, prima del digitale, era stato possibile pensare concretamente ad un mondo che ci rassomigli, unici tra altri unici come noi, e diversi insieme.




:-O 🗣

¹due tre cose che so di me

IL PASSEGGIATORE buociorno (oçie giorne)


Lo specialismo ed il confezionamento esasperato, certo, sono ben dentro questa società, ma ciò non implica che ne siano il fine, nè tanto meno il mezzo necessario: anzi, sono le forme tipiche della prima società complessa, ma ora possono e devono essere proprio le wrong way della società digitale che ci libera dall'omologazione e dal conformismo scolastico dilagante ben fuori degli edifici scolastici e delle istituzioni.

Mai prima d'ora, prima del digitale, era stato possibile pensare concretamente ad un mondo che ci rassomigli, unici tra altri unici come noi, e diversi insieme.


#frameset

giovedì 10 marzo 2022

radio-internet

 

"Senti Internet", il punto di presenza sulla rete piu'  all'avanguardia degli ultimi tempi, in onda ogni martedi' sulle frequenze nazionali di ItaliaRadio, ha concluso la serie di sette trsmissioni con un ricco e curioso "sguardo dietro le quinte del Web".
Il team Cataldi-Converso-Mazzucchi autori e conduttori di "Senti Internet" dopo aver impazzato da  giugno a tutto luglio per luoghi di ricerca, per pop come agora', mclink, nexus, video on line, per manifestazioni, per protagonisti della rete, per "oggetti di rete" ecc..
hanno chiuso con una puntata emblematica in cui con l' aiuto di un bbs vocale come Iperaudio abbiamo potuto ascoltare la lettura del chat condotto, durante la puntata precedente da The Cyberdeaf, una ragazza sordomuta, e come le reti telematiche siano di aiuto e sostegno alle persone  portatrici di handicap; in cui parlando di pagine web  con architetti del web, con scrittori del Web, abbiamo visto come si puo' affrontare il tema della telematica sociale  portando in studio una iniziativa come quella del Corteo telematico di protesta del consigliere verde Giuseppe Lobefaro e insieme, in una sorta di laboratorio radiofonico di scrittura html, come condurre una protesta di peso internazionale su Internet. 

Tra termini come "pagina Verme", come "log di report" 
come "server di protesta", cioe', termini per rispondere
alla domanda "come rendere il web
interattivo, come potenziare l'interattivita' del web?"   
(foss'anche per rendere piu' rilevante, piu' "pesante"
una protesta come quella contro la ripresa dei test
atomici da parte della Francia), a "Senti Internet" 
si e' parlato anche di nuovo standard del futuro:
se ora i client piu' diffusi sono Mosaic e Netscape
(ma piu' di tutti ques'ultimo) all'orizzonte c'e' un 
nuovo client  che si chiama Java (Java.sun.com)
e che in quanto a interattivita' promette salti mortali
con doppio avvitamento sul web. Anche se.... (per questo chiamami
al telefono).

Il "punto di presenza sulla rete", alla radio, che ha fin qui  disegnato "Senti Internet" riprendera' a settembre e curera' maggiormente gli aspetti sperimentali nella direzione della crezione di un NEW-NEW Media.
 


domenica 6 marzo 2022

Quarto piano

 Al mattino, verso quest'ora, entrando nella segreteria di redazione, nel reference, mi era richiesta a volte una poesia, a voce. Naturaliter 🗣 a voce a memoria a caso secondo..chi non sapeva scantonava oppure zittiva d'improvviso - le mie "poesie" erano sempre tra quelle 100 del canzoniere morale e nordico dei veri mediterranei con cui era raccolta la sapienza della nostra esperienza pret-a-porter 🦔

#AnniZero #standupcomedian



71 a trastevere

 Corso Mazzini era un'accademia, un ordine. La cultura era varia e spalmata, pullulava senza pressa¹. A strati aperti a un bordo di marciapiedi. Era proprio una strada con spazi e ore segnate, da una città  elegante di suo.

Terminava al palazzo degli uffici, dietro era già  periferia, densa fino al fiume (l'altro era già  deserto) - era piccola, breve, si leggeva con agio volendo. Chi non ha una strada così ha giusto un baretto  e pochi altri indirizzi sparsi.

Era come un bar mobile, non ci si sedeva oziosi, era una strada "attiva". Come questo spazio, personale per molti e molti altri. Forse troppi uomini maschi ma non era interdetta, e per tutti donne e uomini bambini vecchi.



sabato 5 marzo 2022

La vita coniugale.

 CAPITOLO I

Piero Patriarca

L a vita coniugale è stata un tempo rappresentata come un campo di battaglia piuttosto che come un letto di rose e forse taluni sono ancor oggi di questo avviso; e se i coniugi Maturin non potevano dirsi certamente una coppia ben assortita, forse proprio per questo il dottor Maturin aveva affrontato la situazione in un modo di gran lunga più spiccio, più pacifico e più efficace della grande maggioranza dei mariti.


Aveva inseguito la sua bellissima, vivace, brillante moglie per anni e anni prima di sposarla finalmente in mezzo al canale della Manica, a bordo di una nave da guerra. Per così tanti anni, in effetti, da essere diventato ormai uno scapolo inveterato, al punpto di non poter più rinunciare alle sue abitudini di fumare a letto, di suonare il violoncello nei momenti più impensati, di dissezionare qualsiasi cosa lo interessasse, perfino nel salotto; troppo incallito perché potesse imparare a radersi la barba regolar mente, a cambiarsi la biancheria o a lavarsi quando non ne sen tiva la necessità: un marito impossibile. Non era stato addestrato per la vita domestica e, sebbene nei primi tempi del loro matri monio si fosse sforzato con grande impegno di adattarsi, ben presto si era reso conto che col tempo la tensione avrebbe dan neggiato il rapporto, tanto più che Diana era intransigente quanto lo era egli stesso e assai più incline a farsi prendere da accessi di collera a proposito di cose per lui di poco conto, quali un pancreas nel cassetto del comodino o la marmellata di arance finita sull'Aubusson. Inoltre, le sue abitudini ormai radicate di segretezza (oltre che medico, era un agente del Servizio d'informazioni) lo rendevano ancor meno adatto alla vita matrimoniale, destinata necessariamente a deperire in una situazione di riserbo eccessivo. Per questi motivi, dunque, finì per ritirarsi sempre più spesso nella vecchia locanda confortevole e piacevolmente démodée, il Grapes, nel libero distretto del Savoy, lasciando Diana nella bella casa moderna di Half Moon Street, una casa che brillava di pittura bianca fresca e che era stata arredata in legno di ferolia, elegante ma delicato.


Non si era affatto trattato di una separazione; disaccordi, violenze o cattiva volontà erano del tutto estranei al trasferi mento graduale di Stephen Maturin dall'intensa vita sociale di Half Moon Street verso la viuzza buia e nebbiosa sulle rive del


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Tamigi, dove poteva con più agio dedicarsi alle riunioni della Royal Society, del Collegio dei Chirurghi o delle società ento. mologiche e ornitologiche, che lo interessavano assai più del gioco delle carte o delle serate di Diana, e dove poteva con maggiore sicurezza svolgere alcune attività delicate che lo impe gnavano come membro del Servizio d'informazioni della mari na, attività che necessariamente dovevano essere tenute celate alla moglie. Non si era trattato di un allontanamento che com portasse dissapori, bensì di una semplice separazione geografi ca, una distanza di così poco conto che in genere Stephen tutte le mattine la percorreva, attraversando Green Park per fare la prima colazione con la moglie, la maggior parte delle volte nella sua camera da letto, perché Diana d'abitudine si alzava tardi: mentre quasi sempre compariva alle sue frequenti cene, svol gendo il ruolo di padrone di casa in modo ammirevole, perché sapeva essere garbato e compiacente come il più raffinato degli ospiti, purché non gli si chiedesse di sostenere la parte troppo a lungo. In ogni caso sia il padre sia il primo marito di Diana era no stati ufficiali dell'esercito e lei era perciò abituata fin dall'in fanzia alle separazioni. Era sempre felice di vedere il marito co me questi lo era di vedere lei; non litigavano mai, dato che ogni motivo di disaccordo era stato eliminato, e in verità quella era probabilmente la migliore soluzione possibile per due persone che non avevano niente in comune se non il sentimento di amo re e di amicizia, nonché una serie di strane, sorprendenti avven ture vissute insieme.


Non litigavano mai, se non quando Stephen ritornava sull'argomento del matrimonio secondo il rito cattolico, giacché le loro nozze erano state celebrate, nel modo sbrigativo della marina, dal comandante della nave di Sua Maestà Oedipus, un giovane amabile e un esperto navigatore, ma certamente non un prete; e dal momento che Stephen, di origini miste irlandesi e catalane, era cattolico, per la Chiesa continuava a essere celibe. Tuttavia nessuna opera di persuasione, nessuna parola gentile (quelle aspre, Stephen non si sarebbe azzardato a usarle) erano riuscite a smuovere Diana dalla sua posizione; lei non ragionava, diceva semplicemente e fermamente di no. Talvolta quell'ostinazione addolorava Stephen, non soltanto perché per lui si trattava di una questione importante, ma anche perché gli pareva di aver avvertito nel rifiuto della donna un oscuro timore superstizioso nei riguardi di uno strano sacramento, un timore mescolato alla

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Bottino di guerra | Missione sul baltico | Duello nel mar Ionio*